La mia esperienza a El Salvador (Isla Tasajera)

A chi mi chiede cosa è stata la nostra esperienza en El Salvador

Senza connessione, staccati dal mondo, soli, lontani,
ma allo stesso tempo sentirsi parte di un tutto.
Entrare in contatto con altri essere umani,
così diversi e così uguali a te.
Vivere con le mani sempre sporche,
i piedi costantemente neri, le stelle, l’universo immenso,
il tonfo dei cocchi che si schiantano sul terreno,
il fruscio del vento, la presenza del mare che ti accompagna sempre.
La sete, il caldo, lo scoppiettio del fuoco e il fresco della sera.
Infine, i fagioli, grande certezza dell’isola!

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Alla fine sono riuscita a trovare un po’ di tempo per scrivere sulla mia esperienza in El Salvador. In realtà, io e Matteo siamo stati sull’Isla Tasajera, un’isola di cinque miglia nel paese. Non abbiamo esplorato altri posti perché non abbiamo avuto abbastanza tempo dato che siamo rimasti lì solo dieci giorni. L’obiettivo principale di questo viaggio, infatti, non era visitare, quanto piuttosto vivere un’esperienza di volontariato per immergerci nella cultura autentica di questa piccola porzione di terra del Centro America.

Perché questa esperienza?

Mi sono laureata in psicologia a dicembre e avevo voglia di fare qualcosa per rigenerare il mio corpo, la mia mente e il mio spirito. La mia prima idea era di andare da sola e stare via tre o quattro settimane. Ma mentre stavo raccontando a Matteo della mia futura esperienza, lui era così entusiasta che non potevo fare a meno di invitarlo!

Stavo cercando un’esperienza di volontariato con Workaway, un portale web dove puoi trovare molte opportunità per vivere un’avventura originale gratuitamente in cambio di qualche lavoretto. Navigando sul sito, mi sono imbattuta in questo progetto sull’isola Tasajera.

Sembrava davvero interessante, Shane, l’host, sembrava molto rilassato e il posto un paradiso. È stato molto facile pianificare il viaggio: ho contattato Shane e ho prenotato il volo! Siamo stati super fortunati dato che abbiamo pagato solo 500 € per il biglietto aereo ed è stata praticamente l’unica spesa dato che avevamo due pasti al giorno e l’alloggio offerto da Shane, un grande uomo.

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Perché questo paese?

Non abbiamo scelto El Salvador, ma abbiamo scelto l’esperienza. La mia idea era organizzare un viaggio in Centro America. Una volta trovata questa possibilità ne ho approfittato senza pensarci troppo! Penso che in molte circostanze dobbiamo essere YES-women e YES-men. Questo è l’unico modo per trovare grandi avventure!

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Shane

El Salvador è considerato un paese estremamente pericoloso. Addirittura molti siti Web lo considerano il paese più pericoloso di tutto il mondo, persino più del Medio Oriente. Però devo dire che sulla base della nostra esperienza, non abbiamo avuto alcun problema. È vero che siamo rimasti all’interno dell’isola, ma nel tragitto verso l’aeroporto, in un viaggio di 3 ore, passando attraverso alcune città e villaggi del paese, prendendo una barca, una macchina e due autobus, non abbiamo avuto problemi, né ci siamo trovati in situazioni di pericolo o paura.

Il nostro ruolo

Non avevamo un programma fisso. Il nostro proprietario voleva solo che ci rilassassimo e che aiutassimo la comunità. I nostri compiti erano molto vari. Ad esempio, abbiamo aiutato altri volontari a costruire strutture come uno piccolo spazio per fare yoga, Matteo innaffiava le piante e apriva noci di cocco. Compravamo la frutta dalle donne che venivano nella proprietà, cibo nei piccoli chioschi dell’isola. Così stavamo già facendo del volontariato, perché è un modo per far girare l’economia. Ma la nostra attività preferita era stare con i bambini! Matteo si è scoperto essere un ottimo insegnante di musica: impartiva lezioni di basso e chitarra. E ha anche ricevuto alcune lezioni di musica del luogo!

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Lezioni di musica nell’intervallo

 

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Attirare la curiosità dei bambini con la musica

Sono andata alla scuola locale e non mi è ci è voluto molto per capire che l’istruzione è uno dei maggiori problemi dell’isola. Abbiamo giocato molto con i bambini, siamo andati in spiaggia e ho tentato senza grande successo di surfare (A Matteo è andata meglio!).

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Surf e playa con los niños
Costruendo lo yoga-spot con Mona
Costruendo lo yoga-spot con Mona

Abbiamo condiviso esperienze con altri volontari e passato tanto tempo con le cuoche della proprietà! Sì, avevamo anche le cuoche! Due donne pagate da Shane hanno cucinato per noi. Shane sta aiutando la comunità dando ai locali l’opportunità di lavorare e quindi di avere un po ‘di soldi e migliorare l’economia.

Le cuoche preparando un pranzo speciale
Le cuoche preparando un pranzo speciale
La missione

Shane arrivò sull’isola circa 6 anni fa. Viene da Seal Beach, in California. Prima di arrivare a El Salvador, restaurò una nave e fondò una compagnia di crociere. Aveva grandi progetti per la compagnia e nel 2012 è apparso nella serie televisiva Shark Tank. Sfortunatamente, Corks Away non ha ricevuto i finanziamenti che sperava e alla fine l’attività è andata a rotoli. Shane quindi ha scelto di mettersi in viaggio verso Panama con la sua nave. La sua barca, però, naufraga su questa sconosciuta isola e  lui decide di farla diventare la sua nuova casa. Qualche anno dopo torna in California e conosce Rebecca, la sua futura moglie. Insieme scelgono di diventare dei missionari e aiutare l’isla Tasajera. Ora, Shane e Rebecca hanno tre priorità sull’isola Tasajera: costruire case di cemento, usare l’acquaponica (un tipo di agricoltura mista ad allevamento, sostenibile) per fornire cibo agli isolani e dare supporto scolastico ai bambini”.

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La storia raccontata sul muro
L’isola

Tasajera è una terra meravigliosa dove ti senti completamente  in contatto con madre natura. Non avevamo connessione Wi-Fi, né luce artificiale, quindi di notte si accendeva il fuoco. Non avevamo i comfort a cui siamo abituati, ma abbiamo adorato questo posto e questo stile di vita. Vivevamo secondo i ritmi della natura. Sapendo quanto amo il campeggio e la natura, si può facilmente immaginare quanto mi sia piaciuta questa avventura.

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La nostra capanna
La nostra capanna

Ho amato vedere animali liberi in tutta l’isola. Più di una volta, abbiamo dovuto chiedere, gentilmente, a una mandria di mucche di farsi da parte per farci passare per andare in spiaggia! Un’esperienza divertente da raccontare, ma ammetto di aver avuto un po’ di ansia!

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Senza dubbio, ciò che più mi ha emozionato è stato vedere tutte quelle stelle. È impossibile spiegare quante stelle ci fossero e quanto immenso e affascinante diventasse il cielo di notte! Mi sentivo davvero dentro l’universo, mi sentivo davvero in grado di comprendere l’infinità dell’Universo!

Oh, se ci penso, mi manca troppo tutto questo!

Ma me le sono appena lavate!
Ma me le sono appena lavate!
La gente

Due diverse comunità vivono nell’isola, noi siamo stati a contatto con quella più povera. Trascorrere il nostro tempo con la gente del posto era prezioso. Le persone sono molto povere. Anche avere una casa in cemento o un bagno modesto è un lusso!

Ci sono molti problemi sociali, primo fra tutti l’istruzione. Il sistema scolastico è pessimo. Gli insegnanti sono spesso assenti e non sono interessati all’educazione degli studenti. Le classi sull’isola sono 2, una da 6 a 12 anni e l’altra da 12 a 17. Per loro insegnare significa dettare agli studenti ciò che c’è scritto sul libro. Questa è la lezione. Si può capire perchè molti bambini non sappiano leggere o scrivere nella loro propria lingua e non conoscono nemmeno le basi della matematica.

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Ovviamente il problema deriva dalla mancanza di un controllo serio da parte del governo, che è tra i più corrotti al mondo. Infatti, accetta che grandi multinazionali asiatiche peschino vicino alla costa degli isolani, causando una seria diminuzione dei pesci per gli abitanti dell’isola, che non possono permettersi metodi moderni e sofisticati. Inoltre, lo stato ha limitato il taglio degli alberi di mangrovia, quindi gli abitanti non possono usare il legno per costruire le loro case. Ciò ha portato alla costruzione delle case in cemento, che sono molto costose: costano $ 10.000 e impiegano due mesi per la costruzione.

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Shane e Rebecca cercano di dare il loro contribuito, aiutando le famiglie a costruire le case, comprando i mattoni. In più, offrono possibilità di gioco per i bimbi del luogo. Hanno un tappeto elastico che i bambini adorano e uno skate park. Il loro scopo non è quello di dare loro soldi, quanto piuttosto di renderli autonomi. Vogliono quindi dar loro le risorse materiali e immateriali per imparare a fare da sé. Ma per poter andare avanti nella loro missione hanno bisogno di più aiuti.

Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo dato un contribuito a questa isola! Un giorno abbiamo organizzato il compleanno per Elio. Elio aveva tre desideri per il suo compleanno: una torta, soldi per vestiti e mangiare pupusas dall’altra parte dell’isola. In realtà abbiamo scoperto poi che il suo compleanno sarebbe stato in agosto, ma non ce la sentivamo di annullare la festa visto il suo entuasiasmo. I bambini non sanno quando sono nati, nè quanti anni hanno. Effettivamente, che necessità c’è di tenere a mente un calendario su quell’isola, con quello stile di vita? Per la festa abbiamo organizzato una caccia al tesoro, tutti i bambini erano così entusiasti, come se stessero giocando per la prima volta! Che emozione!

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Elio
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Il post-gioco: pupusas per tutti!

 

Spunti di riflessione

Mi faceva soffrire vedere I bambini lavorare già a 10 anni. Per me un bambino a 10 anni è un bambino, deve giocare e il suo posto deve essere a scuola. Purtroppo per gli abitanti dell’isola non funziona così. Per loro, infatti, lavorare rappresenta una fortuna. Non solo perché possono guadagnare qualcosa, ma anche perché evitano di rimanere sulla strada o in casa a perdere il loro tempo, o peggio a prendere “brutte” strade. La scuola non è una garanzia, gli insegnanti sono spesso assenti quindi per i genitori è più rassicurante lasciare i loro figli in un luogo di lavoro, piuttosto che in giro da soli. Il lavoro si occupa anche di educare, compito che dovrebbe essere della scuola.

Viaggiare ti aiuta davvero ad aprire la mente, perché ti aiuta a mettere in discussione le tue idee, a capire che non sempre sono necessariamente vere. Sei stimolato a saper modulare le tue credenze in base alla situazione e alle circostanze.

Un altro fatto che ti colpisce sull’isola Tasajera, come probabilmente in moltissimi altri paesi del mondo è l’altissimo tasso di analfabetizzazione. La maggior parte dei bambini da 6 a 14 anni non era in grado di leggere e scrivere. Come si può vivere senza una scrittura, senza poter leggere. Questi bambini che non imparano a leggere perdono qualcosa di estremamente prezioso. Ma una domanda sorge spontanea: davvero mancano di cultura o è la nostra superiorità da occidentali che ci porta a presumere che la cultura debba essere necessariamente dipendente dalla scrittura?

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